Raffaello: un’eco mondiale.

Il 2020 è l’anno delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Raffaello, uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento italiano. Viene considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, durante la sua vita fu molto apprezzato da Papi e committenti di alto rango, uno dei maggiori orgogli marchigiani, insieme anche al contemporaneo Bramante, entrambi originari della zona di Urbino.

Il calendario delle iniziative è molto fitto, e si snoda tra le Marche e Roma, che fu il principale teatro dell’attività dell’artista dal 1509 fino alla sua morte. In realtà le celebrazioni dell’artista sono iniziate già da un po’: nel 2018 è stato pubblicato il primo numero della rivista scientifica di studi raffaelleschi, che ospita contributi scientifici finalizzati a restituire un’immagine di Raffaello “diversa e rinnovata, tenendo conto dei risultati degli studi degli ultimi anni”. La rivista ha cadenza annuale e sarà edita dal 2018 al 2021.

Eventi nelle Marche

Urbino

La città di Urbino ha deciso di giocare d’anticipo: le mostre dedicate a Raffaello in quel di Urbino, infatti, sono iniziate già nel 2018, con l’inaugurazione della mostra dedicata a Giovanni Santi. Questa strategia ha fatto sì che la città potesse accaparrarsi opere di rilevanza primaria prima che venissero trasferite nelle altre numerose mostre attivate da musei maggiori, risparmiando in questo modo un’inutile e controproducente competizione tra musei.

Per presentare al meglio la figura di Raffaello ed il contesto in cui si formò il suo genio, la Galleria Nazionale delle Marche non poteva che partire da Giovanni Santi, suo padre. Pittore attivo presso la corte urbinate e molto amato dal Duca, Giovanni Santi fu per suo figlio il primo grande maestro e rappresentò un momento imprescindibile di avvicinamento alla formazione e alla cultura ‘visiva’ di Raffaello. Purtroppo, segnata dal giudizio negativo di Giorgio Vasari e svilita dal confronto con l’eccezionale statura artistica del figlio Raffaello, la figura di Giovanni Santi è rimasta in ombra per secoli ed è ancora oggi poco nota. La mostra è stata ospitata al Palazzo Ducale di Urbino dal 30 novembre 2018 al 7 aprile 2019, ed ha accolto opere provenienti dal Vaticano, dalla National Gallery di Londra, dal Museo Puškin di Mosca e da Palazzo Corsini in Firenze, oltre a tutte quelle presenti in loco. Alcune opere di Giovanni Santi sono ancora presenti in territorio marchigiano, a partire dalla Casa di Raffaello, dove il pittore visse con il figlio adolescente, continuando con la Cappella Tiranni nella chiesa di San Domenico a Cagli, la pala della Visitazione nella chiesa di S. Maria Nova a Fano e la Madonna con Bambino ed i SS. Elena, Zaccaria, Sebastiano e Rocco nella Pinacoteca Civica di Fano; essendo inamovibili non hanno potuto essere esposte nella mostra, ma sono state incluse in un itinerario pubblicato parallelamente.

Nel 2019 il Palazzo Ducale ha ospitato la mostra “Da Raffaello a Raffaellino dal colle“, promossa dal Comune di Urbino con la curatela scientifica di Vittorio Sgarbi, dedicata a uno degli ultimi allievi diretti del maestro, nato e attivo a Sansepolcro. La mostra è stata aperta dal 17 maggio al 13 ottobre 2019, ha riunito le opere dell’artista sparse per il centro Italia, in chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Piobbico, Sansepolcro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbino.

Ingresso della mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” a Palazzo Ducale

Negli ultimi mesi del 2019, dal 3 ottobre al 19 gennaio 2020, sempre a Palazzo Ducale è stata aperta la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino“, finalizzata a raccontare le relazioni del maestro con alcuni artisti suoi coetanei rimasti nel borgo natio, in particolare Girolamo Genga e Timoteo Viti. Urbino ha rappresentato per Raffaello quell’ “ambiente di coltura e cultura” che gli consentì di diventare quello che è stato, un contesto culturalmente vivace ed aperto verso le novità provenienti dalle maggiori città italiane, forse un unicum nelle Marche. Nelle fasi iniziali della formazione e nel primo tratto dell’attività di Raffaello fu fondamentale il ruolo giocato dagli umbri Perugino e Luca Signorelli mentre i più maturi concittadini Girolamo Genga e Timoteo Viti, accompagnarono Raffaello nella sua transizione verso la maniera moderna e gli sviluppi stilistici, intersecandosi con il periodo fiorentino e con i primi tempi della presenza romana del maestro. L’obiettivo della mostra è quello di far comprendere l’eccezionale ‘stacco’ compiuto dal giovane Raffaello, confrontandolo con caratteri e limiti del percorso degli artisti urbinati contemporanei a lui in quel momento più legati. Sono presenti le opere di tutti gli artisti menzionati sopra, oltre ovviamente ad alcune opere di Raffaello, arrivate sia da musei e chiese marchigiane, sia da musei internazionali come Brera, gli Uffizi, il Louvre, il Bristol City Museum and Art Gallery, la National Gallery di Londra.

La prima sala della mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” a Palazzo Ducale.

Infine, da aprile ad ottobre 2020, la città di Urbino ospiterà un’ultima mostra dedicata a Baldassarre Castiglione, curata da Vittorio Sgarbi e Jack Lang. Figura di primo piano nell’ambito culturale e politico di inizio Cinquecento e attivo alla corte di Urbino presso Federico da Montefeltro, lodò la “città in forma di palazzo” e il raffinato ambiente urbinate, che sono lo sfondo de Il Cortegiano, la sua opera principale. Grazie alla sua attività politica e diplomatica, che lo portò ad affiancare Raffaello nella stesura della lettera a papa Leone X, ed ai suoi numerosi rapporti con i principali uomini di cultura dell’epoca, artisti, letterati, diplomatici e alti prelati, Castiglione è la figura chiave della cultura di un’epoca straordinaria.

Loreto

A Loreto, dal 4 aprile al 5 luglio 2020, il Museo pontificio Santa Casa ospiterà la mostra dedicata alla Madonna di Loreto, o Madonna del Velo. Si tratta in realtà di una pregevole replica donata al santuario dalla bottega di Raffaello all’inizio del XVIII secolo. La mostra vuole ricostruire le vicende di questa opera attraverso l’esposizione di vari materiali che documentano il passaggio al santuario e i saccheggi napoleonici a Loreto nel 1797 e a Roma durante il periodo della Repubblica Romana. Una storia, quindi, che al di là dell’interesse artistico si intreccia con le vicende storiche e culturali di un’epoca delicata come quella napoleonica. Oltre al quadro raffaellesco saranno esposte opere di altri grandi maestri come Parmigianino e Sebastiano del Piombo, che restituiscono alti esempi di contesto.

Jesi

A Jesi la Fondazione Angelo Colocci promuove la mostra “Raffaello e Angelo Colocci, bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica“, dal 3 aprile 2020 al 31 gennaio 2021. Angelo Colocci fu un umanista jesino contemporaneo di Raffaello (Jesi 1474 – Roma 1549), fu segretario di papa Leone X, e collezionista di antichità nella sua villa nei pressi di Roma. Con Raffaello e Baldassarre Castigline collaborò alla redazione della lettera a papa Leone X, ma i rapporti con l’artista andarono al di là di questa collaborazione, e sfociarono nel capolavoro della Scuola di Atene, il celebre affresco realizzato da Raffaello nelle stanze Vaticane attorno al 1510. Grazie alla collaborazione dei Musei Vaticani, un ampio apparato di ricostruzioni multimediali ed immersive accompagna una serie di documenti ufficiali nella ricostruzione della relazione tra questi due grandi personaggi della cultura rinascimentale.

Aeroporto delle Marche

L’aeroporto di Ancona è stata la prima tappa di una mostra realizzata interamente con riproduzioni di altissima qualità, che presto prenderà la via delle maggiori capitali europee. Inizialmente programmata da novembre 2019 al 19 gennaio 2020, è stata prolungata fino a febbraio data la grande affluenza, dopodiché sarà ospitata a Parigi, Monaco di Baviera, Francoforte sul Meno, Bruxelles, Mosca. In un unico spazio espositivo, le 45 maggiori opere di Raffaello riprodotte in dimensioni reali, ad altissima definizione e leggermente retroilluminate, ricostruiscono l’evoluzione dell’artista dagli inizi all’apice della sua carriera, illustrandone l’opera completa: l’impossibile diventa possibile grazie alle altissime tecnologie di riproduzione. La mostra è totalmente gratuita ed in loco è possibile scaricare un’audioguida, anch’essa gratuita, direttamente sul proprio smartphone. Decisamente un’occasione da non perdere.

La riproduzione de La scuola di Atene all’aeroporto delle Marche.

Roma, Milano, Rimini, Mondovì

La città eterna si prepara ad accogliere una grandissima mostra monografica dedicata a Raffaello, che vedrà raccolte oltre duecento opere tra dipinti, disegni ed opere di confronto. La mostra, intitolata “Raffaello 1520-2020″, sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno e sarà realizzata in collaborazione con gli Uffizi, coinvolgendo moltissime istituzioni, nazionali ed internazionali, come le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille.

Sparse per tutta Italia ci saranno altre piccole mostre incentrate sui capolavori presenti in loco, come la Madonna Diotallevi, in mostra a Rimini da ottobre 2020, o La Madonna del Divino amore, prestata a Mondovì dal Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli, che sarà disponibile al Museo della Ceramica fino al 15 marzo, affiancata da una mostra della produzione artistica del maestro su diversi supporti, dai disegni, ai cartoni, dai dipinti ai tessuti. Interessante anche l’iniziativa messa in atto a Milano al Museo della Permanente: del 4 ottobre del 2019 fino al 2 febbraio sarà aperta la mostra “Raffaello 2020” formata da cinque sale con un percorso multimediale dalla durata di 75 minuti, dove si potranno osservare la storia, le opere e i luoghi che hanno reso celebre il pittore, sarà presente anche la bottega dell’artista attraverso una visione con realtà aumentata. Per concludere al Mart – Museo arte moderna di Rovereto e Trento – dal 2 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 ci sarà un confronto tra l’antico e il moderno con la mostra “Picasso, de Chirico e Dalì: dialogo con Raffaello”.

Mostre internazionali

Il nostro Raffaello sarà celebrato anche fuori dai confini nazionali: a Berlino, fino al 26 aprile 2020, si possono ammirare ben cinque Madonne di Raffaello, riunite per la prima volta nella storia in un’unica sala, la Madonna Colonna, la Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Francesco e la Madonna Solly, già parte della collezione permanente della pinacoteca, a cui si aggiungono la Madonna dei Garofani, proveniente dalla National Gallery di Londra, e la Madonna Terranuova, prestata dalla galleria di incisioni Kupferstichkabinett di Berlino. A Londra la National Gallery sta ultimando una grande mostra su Raffaello che racconterà il pittore come artista versatile e multimediale, dimostrando il suo impegno non solo con il pennello, ma anche nell’architettura, nell’archeologia e nella poesia; l’esposizione inizierà il 3 ottobre del 2020 e chiuderà il 24 gennaio del 2021. Sempre a Londra, al Victoria e Albert Museum, fino al 27 gennaio si possono osservare sette arazzi commissionati a Raffaello da Papa Leone X nel 1515 per la Cappella Sistina del Vaticano, raffiguranti gli apostoli San Pietro e San Paolo. Infine a Washington dal 16 febbraio al 14 giugno sarà aperta alla National Gallery of Art la mostra “Raffaello e la sua cerchia” raccoglierà 26 dipinti di collaboratori, seguaci e incisori ispirati al maestro urbinate, tra cui anche anche dieci incisioni di uno dei suoi primi seguaci, il bolognese Marcantonio Raimondi.

Possiamo dire che ci sarà una vera e propria movimentazione mondiale per la celebrazione di questo grande artista, un grande filosofo dell’arte che sapeva utilizzare tutto ciò che gli capitava tra le mani: un pennello, uno stilo, una tavola, ma capace di muoversi anche nell’architettura, nella pittura ritrattistica, nell’affresco e persino nell’incisione. Questo era, è, e sarà sempre Raffaello: un genio senza confini.

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